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QUOTA ASSOCIATIVA

L' associazione "no profit" Namastè International Community nasce con l'ambizioso e lungimirante ideale di diffondere la conoscenza, l'altruismo, la felicità e lo scambio di saperi, creando una fitta rete di persone associate con veri ideali etici, altruistici, di interconnessione, condivisione e amore per la natura per l' ambiente e ogni essere vivente.
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GRAZIE DI CUORE...
NULLA AVVIENE PER CASO....
SE CI HAI TROVATI DOPO UN LUNGO E PROFONDO CAMMINO EVOLUTIVO SIGNIFICA CHE E' GIUNTO IL MOMENTO DI UNIRTI A NOI..

INFO PER PROGETTI E ASSOCIAZIONI: raymondbard@hotmail.it - Cell/Whatsapp: 3202181316

RISERVATO AI SOCI

Comunicazione Riservata agli associati Namaste International Community Anno 2017 e 2018.


Buongiorno caro/a associato c'è una comunicazione importante e riservata per te:


In termini di legge e secondo il nostro regolamento interno

tutti gli associati hanno il diritto e il dovere:

- Di visionare i documenti interni,

- Presenziare alle assemblee (anche online) dell'associazione,

- Leggere partecipare o condividere i nostri progetti ,

- Mantenere una presenza attiva durante l'arco dell'anno,

- Comunicare il cambio della loro mail personale

- Leggere il regolamento interno

- Mantenere il contatto tramite il nostro gruppo whatsapp riservato agli associati.

- Visionare i nostri avvisi Importanti nel sito namastecommunity.it

- Comunicare eventuali disappunti o proposte migliorative.


Inviate la vostra mail a: info@namastecommunity.it per ricevere info e allegati:


Lettori fissi

giovedì 4 agosto 2016

DON ANDREA GALLO Un uomo che ha messo la sua vita a servizio degli altri..


DON  ANDREA  GALLO

In questo numero voglio farvi conoscere un prete unico, una persona che  per alcuni può risultare  scomoda, per altri ( tra cui il sottoscritto) la ritiene  fantastica…Un uomo che ha messo la sua vita a servizio degli altri.. uno che ha vissuto in modo  radicale il vangelo…uno che, a mio parere ha messo in pratica,non solo con le parole ma soprattutto ciò che cristo ci chiede ogni giorno….. il suo nome è Don Andrea Gallo.
Don Andrea Gallo nacque a Genova l’8 luglio del 1928. Furono i Salesiani di don Bosco, i preti che stavano coi ragazzi, ad accendere la sua vocazione precoce. Con le gerarchie ecclesiastiche i rapporti non furono mai facili, anche se dopo molte “liti” con i superiori, l’elezione di Papa Francesco sembra andare proprio nella direzione da lui auspicata. Tanti gli incarichi di frontiera – riformatorio, carcere – tanti gli stop e i trasferimenti forzati. Nel 1970, quando davanti agli altari di molte chiese italiane il cristianesimo sposava pericolosamente i fermenti dell’estrema sinistra, fu “licenziato” dalla parrocchia del Carmine a Genova, perché alla Curia non piacque affatto il suo paragone tra i danni della droga e quelli determinati da disuguaglianze e guerre. Da quel momento don Gallo resta un prete senza parrocchia, ma con tanti fedeli. Pochi anni dopo, dall’incontro con don Federico Rebora, nasce la comunità di San Benedetto al Porto, che accoglie tossicodipendenti, alcolisti, malati psichici… La bella trattoria della comunità, “‘A lanterna”, di fronte al mare, è sempre stata aperta a ospiti e agitatori di passaggio in città. .
Don Andrea Gallo era innanzitutto un partigiano e un prete di strada, di marciapiede, alternativo e rivoluzionario, non solo all'interno della Chiesa, ma soprattutto nella società, perché promuoveva e metteva in pratica i principi del Vangelo e della Costituzione.
In uno dei suoi libri  dal titolo “Come un cane in chiesa. Il Vangelo respira solo nelle strade”, Don Gallo traduce le parole ribelli del Vangelo contro il cristianesimo di facciata, per predicare il Gesù di tutti, per una Chiesa povera e non gerarchica, per un'autentica “ecclesia”, l’assemblea dal basso, una Chiesa vicina a chi soffre, dove gli umili, i diversi, gli ultimi, gli emarginati ci precederanno nel regno dei cieli, ma soprattutto su questa terra, perché Don Gallo, intesse in queste alte pagine dal potere rivoluzionario, di spinta propulsiva al cambiamento dal basso, l'elogio della diversità, per un'etica laica condivisa, oltre le traduzioni che distorcono la Bibbia.
Le Beatitudini citano “Beati gli operatori di pace” e sia felice chi semina la pace, mentre siano infelici i vari “sepolcri imbiancati” dei nostri giorni. Abbiamo solo un modo per abbattere il potere e l’ignoranza, ossia l'attuazione del Vangelo e lo strumento della Costituzione, tramite la solidarietà sociale, l'impegno civile, lo spirito fraterno e solidale, la fratellanza reciproca e il dovere civico, contro il potere che nasconde la verità, in cerca di un lessico della speranza per dare voce a chi non ha voce e superare l'odio verso il proprio simile e il dissimile, l'avversità nei confronti del fratello, e sedersi a tavola con gli ultimi, senza tornaconto, superando la solidarietà assistenziale, per rilanciare l'etica autentica della vera e sincera condivisione, sia nella Chiesa sia nella società, che devono ascoltare il grido dei poveri, oltre il perbenismo cattolico di facciata.

Don Andrea morì tra i suoi ragazzi della comunità il 22 maggio del 2013.

 Per facilitare la comprensione del suo essere cristiano voglio raccogliere alcune frasi che ci spiegano il  suo messaggio evangelico:
L'⦁ indifferenza è l'ottavo ⦁ vizio capitale.
I ⦁ cristiani, se non sono ⦁ accoglienti, non dicano che sono cristiani. [...] Chiunque incontri è tuo fratello, figlio, figlia; non ci sono fratelli e sorelle di serie B, C e D. Su tutte le difficoltà riguardanti l'⦁ immigrazione, dico: diamo prima l'accoglienza e poi le difficoltà le affronteremo.
La ⦁ spiritualità – parlo sia ai credenti che ai laici – è un dono della grande madre natura ed è il quoziente dell'intelligenza e dell'emotività.
La verifica di un'autentica ⦁ fede, della vera religiosità, è se nasce una fraternità, una giustizia, un impegno, una possibilità di solidarietà assistenziale. Il cristiano fa una solidarietà liberatrice e in questo c'è il crisma e la conferma di una fede.
Sono sempre stato attratto dal desiderio di riscatto della condizione umana emarginata. È il fulcro del cristianesimo. Non c'è fanatismo e non c'è rassegnazione. È messaggio evangelico, è Buona Novella.
Mi definisco un prete ⦁ anarchico. Il termine anarchico viene dal greco e vuol dire contro ogni potere che opprime. Chi ha una responsabilità dev'essere a servizio e non esercitare un potere, o una repressione, o un dispotismo. Il vero anarchico può scegliere la ⦁ non violenza, la svolta epocale dell'umanità. (p
Ecco perché democrazia e anarchia vanno d'accordo. Perché il potere va usato per il bene comune e non per interessi personali.
Signore, che vedi dove noi umani non sappiamo vedere, ascolta questo discanto laico di un prete di frontiera: che sia pace. Oggi, sempre, ovunque.,
Chi riconosce l'appartenenza alla famiglia umana, come fa a non aprire le porte? Poi io, come cristiano, come faccio a non essere ⦁ accogliente? E io ti accolgo come sei, come persona, perché ancora prima di essere maschio, femmina, omosessuale o straniero, uno è persona, cioè un soggetto di autonomia.
Io vedo che, quando allargo le braccia, i muri cadono. ⦁ Accoglienza vuol dire costruire dei ponti e non dei muri.
A me l'unico titolo che piace è: "prete di strada". Tanto è vero che quando vado ai dibattiti e si presentano i relatori delle università di Bologna, Genova, Palo Alto, Cambridge... A me piace quando dicono: "don Andrea Gallo dell'università della strada".
La ⦁ strada mi arricchisce, continuamente. Lì avvengono gli incontri più significativi, l'incontro della vera sofferenza, l'incontro di chi però ha ancora tanta speranza e allora guarda, attende. Per la strada nascono le alternative, nasce il voler conquistare dei ⦁ diritti.
Vi voglio lasciare con il pensiero di Don Ciotti al suo funerale:
 “Don Gallo ha cercato Dio nei poveri, negli ultimi, in quelli che fanno più fatica, in quelli che ci mettono discussione e che in fondo ci indicano la strada. Non dimenticava la dottrina ma non ha mai permesso che questa diventasse più importante dell’umanità”.
Don Gallo, dice don Ciotti, “ci ha insegnato a guardarci dentro senza avere paura delle contraddizioni, delle ambiguità, dei limiti. E se trovate qualcuno che ha capito tutto, a nome di Don Gallo e mio, salutatelo ma cambiate strada”. Racconta, don Ciotti, che “il Gallo non ha temuto mai di sporcarsi le mani. Citava don Tonino Bello che parlando di Bartolo, un senza tetto che dormiva in una scatola di cartone, diceva che in quell’uomo in scatola c’erano frammenti di santità perché Dio si prendeva cura di lui. Quei cartoni sono un ostensorio, diceva don Gallo che ha cercato Dio anche nei tanti Bartolo di San Benedetto”.
Don Andrea, ricorda ancora don Ciotti, . Il ‘prete di strada’ che “ha saputo dare un nome a chi un nome non aveva” era “innamorato di Dio e dei poveri. Ha sempre detto che la chiesa non doveva pronunciare ‘l’extra omnes’ ma il ‘dentro tutti’:  i poveri, i carcerati, i tossicodipendenti”. Don Gallo uomo, don Gallo partigiano, don Gallo prete che “sapeva cercare nel Vangelo una piattaforma comune per tutto ciò che ci unisce. Non ha mai chiesto credenziali di fede ma non faceva sconti: pretendeva che tutti imparassero a stare alla tavola dei poveri”.

Zanoli Mario

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